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LA CITTA' DI RENDE

Rende è una città dinamica, importante sede commerciale ed industriale. Qui ha sede uno dei più grandi centri commerciali del Meridione e non solo: Rende ha soprattutto un notevole patrimonio artistico e culturale che merita di essere tutelato e valorizzato. Negli ultimi anni il centro storico è diventato meta di turisti sia italiani che stranieri i quali amano passeggiare tra le stradine dell’antico borgo ed ammirare le splendide chiese che si incontrano lungo il percorso. E che dire del museo, sede di molte opere importanti, e dello spettacolare panorama che si può ammirare dal “paramuro”? Tutto ciò unito ad una cucina tipica, veramente gustosa, che è possibile assaggiare sia nei locali del centro storico sia in quelli della città nuova, fanno di Rende una tappa obbligatoria per ogni gruppo turistico.

 

Il Presidente della Pro Loco Francesco Morcavallo

   

LA STORIA DI RENDE

Rende, comune della provincia di Cosenza, da cui dista solo pochi chilometri, è una città che conta più di 35.046 residenti e la sua superficie è 54,79 km. Il territorio ha una vegetazione variegata favorita da un clima temperato sub-continentale; foreste con: rovereti, faggi, latifoglie e oliveti. La sua collocazione permette di andare a Paola, città sul Tirreno cosentino, attraverso la strada 107 per 17 km, dopo aver passato per 6 km la strada che arriva all’incrocio di San Fili.
Si racconta che sia stata fondata da Enotrio che, in onore della sua bellissima sorella, decise di chiamare Arintha questo piccolo centro abitato a pochi chilometri a nord della città dei Bruzi. Sebbene questa leggenda sia affascinante non trova riscontro nella storiografia. Si pensa, infatti, che il popolo di Rende discenda dagli antichi Enotri, che fondarono sulle rive del fiume Acheronte la primitiva Acheruntia. In seguito alle numerose battaglie, gli acheruntini furono costretti ad abbandonare la città e a rifugiarsi in un posto più riparato. Scelsero l’odierna frazione di Nogiano. Ecateto da Mileto, vissuto nel 500 a.C., cita Arintha quale città della Bretia di origine Enotria pertanto possiamo datare la fondazione della nuova cittadina tra il 520 a.C. e il 500 a.C. Con la decadenza dell’impero Romano nel 547 d.C. a Rende arrivarono i barbari, verso la fine del secolo XI (1095) fu costruito il castello. Negli stessi anni Rende venne affidata proprio da Roberto il Guiscardo all’allora vescovo- conte di Cosenza e rimane sotto la sua giurisdizione fino alla fine del secolo XIV. Durante il Regno di Carlo V, Rende diventò marchesato di Hermando D’Alarçon che era già governatore della città dei Bruzi. Nel corso dei secoli questo famiglia si estinse e il marchesato passò ai De Mendoza e gli rimase sino al 1817 in seguito tutti i beni feudali dei De Mendoza furono acquisiti dalla famiglia Magdalone.
Oggi Rende è espressione dei due momenti differenti della sua esistenza. Da una parte l’antico borgo e dall’altra la città nuova, sviluppatasi negli ultimi decenni, che si estende a valle e che rappresenta un modello di città “eco- sostenibile”. Infatti, Rende vanta un ottimo piano regolatore che rappresenta il punto di incontro tra funzionalità e rispetto ambientale. Quattromiglia, Commenda, Roges, Arcavacata sono alcune delle contrade che negli ultimi anni hanno risentito fortemente del processo di modernizzazione; qui si trovano i grandi centri commerciali (il Metropolis è uno dei più grandi del Meridione), i negozi di lusso, le chiese moderne e i palazzi dal design innovativo. Un’attenzione particolare merita Arcavacata che dal 1972 ospita il campus dell’Università della Calabria.

 

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