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Rende è una città
dinamica, importante sede commerciale ed industriale. Qui ha
sede uno dei più grandi centri commerciali del Meridione e non
solo: Rende ha soprattutto un notevole patrimonio artistico e
culturale che merita di essere tutelato e valorizzato. Negli
ultimi anni il centro storico è diventato meta di turisti sia
italiani che stranieri i quali amano passeggiare tra le stradine
dell’antico borgo ed ammirare le splendide chiese che si
incontrano lungo il percorso. E che dire del museo, sede di
molte opere importanti, e dello spettacolare panorama che si può
ammirare dal “paramuro”? Tutto ciò unito ad una cucina tipica,
veramente gustosa, che è possibile assaggiare sia nei locali del
centro storico sia in quelli della città nuova, fanno di Rende
una tappa obbligatoria per ogni gruppo turistico. |
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Rende, comune
della provincia di Cosenza, da cui dista solo pochi chilometri,
è una città che conta più di 35.046 residenti e la sua
superficie è 54,79 km. Il territorio ha una vegetazione
variegata favorita da un clima temperato sub-continentale;
foreste con: rovereti, faggi, latifoglie e oliveti. La sua
collocazione permette di andare a Paola, città sul Tirreno
cosentino, attraverso la strada 107 per 17 km, dopo aver passato
per 6 km la strada che arriva all’incrocio di San Fili.
Si racconta che sia stata fondata da Enotrio che, in onore della
sua bellissima sorella, decise di chiamare Arintha questo
piccolo centro abitato a pochi chilometri a nord della città dei
Bruzi. Sebbene questa leggenda sia affascinante non trova
riscontro nella storiografia. Si pensa, infatti, che il popolo
di Rende discenda dagli antichi Enotri, che fondarono sulle rive
del fiume Acheronte la primitiva Acheruntia. In seguito alle
numerose battaglie, gli acheruntini furono costretti ad
abbandonare la città e a rifugiarsi in un posto più riparato.
Scelsero l’odierna frazione di Nogiano. Ecateto da Mileto,
vissuto nel 500 a.C., cita Arintha quale città della Bretia di
origine Enotria pertanto possiamo datare la fondazione della
nuova cittadina tra il 520 a.C. e il 500 a.C. Con la decadenza
dell’impero Romano nel 547 d.C. a Rende arrivarono i barbari,
verso la fine del secolo XI (1095) fu costruito il castello.
Negli stessi anni Rende venne affidata proprio da Roberto il
Guiscardo all’allora vescovo- conte di Cosenza e rimane sotto la
sua giurisdizione fino alla fine del secolo XIV. Durante il
Regno di Carlo V, Rende diventò marchesato di Hermando D’Alarçon
che era già governatore della città dei Bruzi. Nel corso dei
secoli questo famiglia si estinse e il marchesato passò ai De
Mendoza e gli rimase sino al 1817 in seguito tutti i beni
feudali dei De Mendoza furono acquisiti dalla famiglia Magdalone.
Oggi Rende è espressione dei due momenti differenti della sua
esistenza. Da una parte l’antico borgo e dall’altra la città
nuova, sviluppatasi negli ultimi decenni, che si estende a valle
e che rappresenta un modello di città “eco- sostenibile”.
Infatti, Rende vanta un ottimo piano regolatore che rappresenta
il punto di incontro tra funzionalità e rispetto ambientale.
Quattromiglia, Commenda, Roges, Arcavacata sono alcune delle
contrade che negli ultimi anni hanno risentito fortemente del
processo di modernizzazione; qui si trovano i grandi centri
commerciali (il Metropolis è uno dei più grandi del Meridione),
i negozi di lusso, le chiese moderne e i palazzi dal design
innovativo. Un’attenzione particolare merita Arcavacata che dal
1972 ospita il campus dell’Università della Calabria. |